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Le pagelle di mercato delle 7 big della serie A

ATALANTA 6,5

Erano in tanti a volere Zapata e in tantissimi a corteggiare Gosens. Si sono dovuti arrendere tutti. Percassi ha confermato quasi tutto il gruppo, al quale ha aggiunto il portiere Musso (al posto di Gollini emigrato in Inghilterra), alcune certezze come Demiral (che ha preso il posto di Romero venduto benissimo al Tottenham) e Zappacosta, un emergente già affermato come Koopmeiners e una speranza come Lovato. La rosa sicuramente non è peggio dell’anno scorso, con il “rischio” che sia anche migliore.

INTER 6,5

Un voto abbastanza anomalo che però ha una spiegazione aritmetica. Il 6,5 dell’Inter nasce dalla media tra il 5 della cifra tecnica (persi Lukaku e Hakimi che insieme a Conte sono stati grandi protagonisti nella cavalcata-scudetto) e l’8 che Marotta si merita per i virtuosismi che l’hanno portato a restare all’interno del budget imposto da Steven Zhang e dal gruppo Suning. La partenza nerazzurra è stata la migliore possibile, adesso si aspettano le conferme di Calhanoglu e Correa ma soprattutto c’è da scoprire Dumfries. Marotta adesso, trovato l’accordo con Lautaro per il rinnovo del contratto, deve chiudere alla svelta le trattative per i prolungamenti di Brozovic (più urgente) e di Barella (urgente comunque).

JUVENTUS 5,5

Chissà come la pensa Max Allegri, che rispetto al giorno della firma sul nuovo contratto si ritrova con un Cristiano Ronaldo in meno (quantificabile in una trentina di gol potenziali) e con la necessità di doversi inventare un centrocampo che non può contare sul giocatore indicato per il salto di qualità, cioè Pjanic. Alla fine l’innesto davvero cercato è stato Locatelli, che la Juve trattava fin dall’anno scorso, mentre i due attaccanti con la K, Kean e Kaio Jorge, sono due scommesse che il club bianconero spera di vincere alla distanza. Icardi resta un’opzione viva per il mese di gennaio, ma forse avrebbe fatto comodo da subito perché i primi risultati sono tutt’altro che confortanti. Adesso l’obiettivo immediato è il rinnovo del contratto di Dybala.

LAZIO 6,5

Dal punto di vista finanziario, la cessione di Correa all’Inter ha sicuramente regalato una boccata d’ossigeno alle casse biancocelesti, anche perché per le entrate (comunque approvate da Sarri) gli esborsi non sono stati esagerati. È costato Basic, che comunque dà ampie garanzie, e soprattutto è costato Zaccagni (il mezzo voto più della sufficienza nasce proprio da questa operazione), che ha fatto penare Lotito fino alla fine per la richiesta d’ingaggio. Adesso Sarri può divertirsi e far divertire la gente.

MILAN 7

Il voto alto (comunque tra i più alti della classe) va soprattutto alla creatività con la quale Maldini e Massara hanno impostato il loro lavoro dopo aver perso sia Donnarumma che Calhanoglu senza incassare un centesimo. Altamente affascinante l’ultimo colpo, cioè l’arrivo di Messias dal Crotone, per tutta la storia che c’è dietro. Ma anche Maignan al momento sembra un acquisto azzeccato. Bakayoko e Florenzi sono garanzie, così come Giroud. Pioli dice che questo è il suo miglior Milan, adesso la parola passa al campo.

NAPOLI 5,5

Per diversi mesi, Giuntoli ha proposto al presidente De Laurentiis, ma la risposta è sempre stata negativa. Così praticamente Spalletti si ritrova quasi la stessa rosa che aveva Gattuso, con Anguissa al posto di Bakayoko (le caratteristiche tecniche e tattiche sono somiglianti, adesso c’è da capire il valore assoluto) e con Juan Jesus recuperato gratuitamente come ricambio per i difensori centrali. La stagione è iniziata bene, ma forse a Napoli più che in altri posti i sogni aiutano a vivere e la tifoseria avrebbe gradito sognare con qualche nome nuovo, soprattutto perché c’è sempre la grande incognita del contratto di Insigne che va in scadenza tra dieci mesi e non sembra un problema facile da risolvere.

ROMA 7,5

Voglia di investire: basta questa per tenere alto il voto e fare della Roma una prima della classe, non solo per la classifica attuale ma anche per l’entità di questo mercato. Friedkin ha speso ma del resto non si può immaginare un club che prende Mourinho e poi non gli mette a disposizione una squadra competitiva. Abraham è l’acquisto più caro della storia giallorossa ma sta dimostrando di esser degno della cifra spesa, Shomurodov quando entra segna, Rui Patricio è il portiere affidabile che si aspettava dai tempi di Alisson, Matias Vina sulla fascia sinistra sta convincendo fin dalle prime uscite. Se all’ultimo momento fosse arrivato anche Sergio Oliveira dal Porto, il voto sarebbe arrivato a 8.